Acquista il brano per sostenere questo importantissimo progetto: qui
“Rinascerò, rinascerai” è stato arrangiato da Danilo Ballo con il mixaggio di Marco Barusso, i cori sono stati cantati da un gruppo di voci bergamasche riunite grazie alla collaborazione di Daniele Vavassori, e dalla meravigliosa voce di Valeria Caponnetto Delleani, mentre le chitarre del finale sono suonate da Diego Arrigoni, chitarrista dei Modà.
Una canzone nata a sostegno dell’emergenza da corona virus, in particolar modo per la città di Bergamo gravemente colpita dal Covid-19,tutti i proventi dei download, dei diritti d’autore ed editoriali (Facchinetti/D’Orazio) saranno totalmente devoluti a favore dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo per l’acquisto di attrezzature mediche.
Sarà, inoltre, possibile fare donazioni spontanee sul conto corrente dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo
IBAN IT52Z0569611100000012000X95
BIC: POSOIT22 (se richiesto)
causale: Progetto Rinascerò, rinascerai SEGUITO DA NOME, COGNOME E CODICE FISCALE

Il mio amico Camillo,
anzi… Roby

In questo periodo, indubbiamente, in ognuno di noi c’è più spazio per l’introspezione.
Trovano spazio ricordi piacevoli e spiacevoli, tristi ed allegri, profondi e superficiali…

Capita di risentire qualche amico col quale era stato perso il contatto da un po’.
Capita di dare spazio a riflessioni che ci portano a fare un bilancio del nostro percorso fino ad oggi…
Capita di riscoprire il sapore di determinate emozioni, magari scatenate da una canzone.

Che sorpresa nel risentire il mio amico Camillo insieme a Stefano…
Chi è Camillo?
Camillo è Roby Facchinetti, dei Pooh.
Sì, è un mio amico, lui e gli altri della Banda nel Vento.
Gente vera. Musicisti e cantanti veri, mica come quelli di oggi…

Per loro la musica è stata passione e lavoro, impegno e divertimento. E non solo per il tempo di ingrossare il conto in banca!
Era già lavoro quando io, nel ’78, squattrinato studente racimolavo a fatica i soldi per acquistare i loro 33 giri in vinile…
quando, nel periodo d’oro (oro in senso molto metaforico, ben inteso) delle radio libere, non perdevo occasione per proporre, in ogni programma che conducevo, la loro musica.
Eccoti qua, Roby, impegnato come al solito in quel campo che è tuo a tutti gli effetti, con una bellissima canzone per la quale hai coinvolto il tuo amico Stefano, (che secondo me ha preso tanto anche dal compianto Valerio)
Ed ecco che avete partorito questa bellissima “Rinascerò, Rinascerai” per la tua Bergamo, per te che sei nato “un po’ in collina, e poi rotolato giù”

Bravo, solo tu potevi fare una cosa del genere.
Tu e il bravo Stefano che, grazie ad una canzone scritta diversi anni fa, dedicata ai miei genitori, mi offre lo spunto per un omaggio e un augurio di cuore a tutti gli anziani, particolarmente colpiti da questo maledetto virus.

Quindi, grazie di tutto.
Grazie per avermi fatto riavvolgere il nastro per riascoltare la colonna sonora della mia vita.
… e, aspetta: voglio concedermi un’altra fantastica canzone. La tua voce e la musica di una vera orchestra…
Grande!

(Franco Ferretto)
«Dopo aver visto in televisione le immagini dei camion dell’esercito che trasportavano le salme dei miei concittadini» racconta Roby «sono stato travolto dall’emozione, il pianto e la rabbia mi hanno portato al pianoforte e in pochi minuti è nata la musica e il titolo di “Rinascerò, rinascerai”. È stata un’ispirazione e un bisogno immediato, sentivo che dovevo fare qualcosa, in particolare per la mia città, così duramente colpita… Ho chiamato Stefano chiedendogli di affiancarmi nel progetto e affidando a lui il testo, che esprime perfettamente quello che ho provato, un matrimonio perfetto tra musica e parole. La canzone è il desiderio di rinascita e di speranza, una dedica a chi ci ha lasciato e ai loro familiari, un ringraziamento per tutti coloro che lavorano incessantemente al bene degli altri: medici, infermieri e tutto il personale ospedaliero, sono gli eroi e le eroine di questi nostri giorni. Una preghiera per una città che non si arrende».
«Qualche giorno fa Roby mi ha chiamato con la voce rotta dal pianto» prosegue Stefano «tra un respiro e un silenzio mi ha raccontato della straziante visione alla quale aveva appena assistito… mezz’ora dopo stavo già cercando le parole più adatte a vestire la sua musica, parole di dolore, di fiducia, di riscatto. Bergamo è la mia seconda città, una città che mi ha adottato, mi ha accolto e dove ho trascorso i miei migliori anni di lavoro. “Rinascerò, rinascerai” vuole essere un semplice modo per fare anche noi la nostra piccola parte: questo noi sappiamo fare, la Musica, per un inno al futuro di una città ferita che “quando tutto sarà finito, tornerà a riveder le stelle”».